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Casa
Leopardi
Via
Leopardi, 14_ Recanati (Macerata)
Giacomo Leopardi (Recanati 1798 - Napoli 1837)
La casa di Giacomo Leopardi, per la
precisione, la Biblioteca di casa Leopardi, fa parte dei Musei specializzati all’interno del progetto Museo Diffuso delle Marche.
Il Palazzo omonimo ospita, nel suo primo piano, la Biblioteca-Museo e,
sempre al suo interno, è possibile visitare la mostra “Giacomo,
la vita”. Leopardi nasce in questa dimora il 29 giugno 1798, dal
conte Monaldo e da Adelaide Antici Mattei.
La famiglia vi risiede dal XIII secolo e, tuttora, i suoi eredi vi
abitano. I genitori del poeta e letterato lo cresceranno con una rigida
educazione religiosa. Il padre, nobile conservatore e intellettuale
reazionario, nel 1803, verrà sollevato dall’amministrazione dei beni
familiari e si ritirerà in una velleitaria attività di letterato
dilettante. In compenso, farà costruire una delle biblioteche più ricche
nelle Marche dell’Ottocento.
La madre, dispotica, bigotta e fredda, si preoccuperà, principalmente,
della ricostruzione del patrimonio di famiglia. Giacomo cresce in una
carenza d’affetto quasi totale, trascorrendo la sua infanzia con i
fratelli Carlo e Paolina.
La biblioteca sarà il luogo dove, fin da giovane, passerà più tempo e
dove troverà il modo di accrescere i suoi talenti naturali, in anni di studio
matto e disperatissimo. Da questa dimora tenterà di fuggire, nel 1819, ma
inutilmente, per allontanarsi dall’ambiente opprimente e retrivo della
famiglia e delle Marche, succube dello Stato Pontificio.
Nel 1822, appena gli fu possibile, andò a Roma dal cugino, poi a Milano,
a Bologna, a Firenze, a Pisa e infine a Napoli. Durante queste uscite trovò
modo di pubblicare le sue opere e amici che lo sostennero anche
economicamente. Sarà costretto a ritornare a Recanati nel 1828. Nel 1833
si stabilì a Napoli, con il suo amico Ranieri.
Muore, a 39 anni, durante un’epidemia di colera. Venne sepolto nella
chiesetta di S.Vitale e nel 1839 le sue spoglie vennero trasferite presso
la cosiddetta “tomba di Virgilio” a Mergellina. Ritornando alla
descrizione di casa Leopardi, si noti il sapiente orientamento
dell’edificio, con la facciata principale rivolta a sud: ad oriente ha
il giardino, che fa da schermo del lato nord. L’originaria dimora dei
Leopardi era fin dall’inizio a Montemorello, uno dei tre castelli nei
quali Recanati era divisa. L’attuale palazzo è frutto
dell’assemblaggio di vari edifici, attuato, verso la metà del ’700,
dal canonico architetto Carlo Orazio Leopardi, che modificò anche la
facciata e progettò lo scalone , considerato uno dei migliori tra i suoi
interventi sugli edifici della città. Si compone da due rampanti a
chiocciola aperta, fino al piano nobile.
La biblioteca -fillis, amicis,
civibus- custodisce circa 15.000 libri, consultabili previa
autorizzazione dei proprietari. L’itinerario museale conduce il
visitatore in alcune stanze del palazzo, arredate da mobili d’epoca e
decorate con delicati stucchi e tempere ai soffitti.
E’ possibile vedere il tavolo da studio del poeta, conservato nello
studiolo del conte Monaldo, affacciato sulla piazza de Il sabato del villaggio.
© 2005
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