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Abbazia di San Vittore alle Chiuse




Abbazia San Vittore alle Chiuse

Le prime notizie dell’abbazia risalgono al 1007 e sono tratte da documenti in cui si fa menzione di terreni da parte di alcuni signori della zona. 

Si trova in una gola montana (da cui il nome “alle chiuse”) a breve distanza dal fiume Sentino nel Comune di Genga.

Raggiunge il massimo splendore nel secolo XII, quando sottomette addirittura gli antichi signori del luogo. Inizia il suo lento declino con l’avanzare del potere comunale. Nel 1406 viene unita al monastero olivetano di Santa Caterina di Fabriano. 

 



L’abbazia è uno splendido esempio di romanico italiano con schema planimetrico a pianta centrale a croce greca inserita in un quadrato dal quale sporgono le cinque absidi e allacci sommità si eleva un basso tiburio ottagonale. 

All’interno pilastri a base circolare sostengono archi a tutto sesto. L’esterno è decorato da archetti pensili e piatte lesene, mentre la facciata è appesantita da una torre a base rettangolare, che emerge da tutta la struttura, sicuramente più tarda (sec. XIV) e costruita chiaramente a scopo difensivo.  

 


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