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Speleologia



 

 

 

 

Oltre la soglia della terra
...alla ricerca di nuovi mondi sotterranei

Per un particolare gioco degli opposti, all’alpinista che ingaggia le proprie sfide con le aspre pareti delle montagne per guadagnarne la cima -sempre più vicina al sole-, si contrappone chi invece cerca il buio profondo del sottosuolo, per svelarne l’inquietante magia: mossi dal più grande amore per la natura infatti, gli speleologi discendono nelle profonde cavità scavate dallo scorrer millenario di chete acque, dove il mondo ha fattezze diverse -misteriose e suggestive- ed anche il respiro pare amplificarsi, immerso nell’immobile silenzio circostante.

E’ riduttivo parlare di speleologia come di un semplice sport: ai predecessori degli speleologi di oggi si deve ad esempio la scoperta -avvenuta nel 1948- del primo varco alle spettacolari Grotte di Frasassi, e l’immutata curiosità unita al piacere della ricerca (oltre che del contatto con un ambiente unico ed emozionante) portano ad attraversare sempre nuove soglie, a conoscere nuovi piccoli mondi che vivono sotto i nostri passi, con un approccio spesso più scientifico che sportivo.

Il territorio marchigiano, caratterizzato da una geomorfologia prevalentemente calcarea, offre agli speleologi numerose occasioni per addentrarsi in labirintiche grotte e ripide forre, ciascuna arricchita da un suo personale fascino e da incantevoli particolari.

Le zone più ricche di cavità naturali profonde ed articolate -a volte difficilmente individuabili ed accessibili anche per gli speleologi più esperti- si trovano nel vasto sistema montuoso della provincia di Pesaro (Monte Nerone, Monte Catria e Monte Cucco) e sui Monti Sibillini, mentre presso la Gola del Furlo (che pare quasi gelosa del proprio tesoro sotterraneo, sicuramente esistente ma non ancora svelato ad alcuno) è stata allestita una vera e propria palestra di tecniche speleologiche, solo all’apparenza simili a quelle utilizzate dagli scalatori.

Non si può infatti divenire speleologi dall’oggi al domani e, per questo, molti sono i club che organizzano i corsi necessari per poter affrontare le insidie che si celano nell’oscurità delle grotte: lezioni che spaziano dalle nozioni di geologia alla tecnica esplorativa, dalla biologia sotterranea alle rilevazioni topografiche, dal carsismo alle indicazioni utili a garantire la salvaguardia di un ambiente caratterizzato da un millenario quanto fragile equilibrio, sino a giungere al lato più puramente sportivo di questa passione, ovvero la palestra su roccia. Particolare cura viene inoltre posta nelle nozioni di primo soccorso in grotta, ulteriormente approfondibili da coloro che vogliono fare di questa passione anche un modo per esser d’aiuto a chi si trova in difficoltà.

Per rendere meno seriosa questa disciplina, d’estate (muniti di corde e mute da sub) gli speleologi amano inoltre dilettarsi nel canyoning, per ridiscendere le tante forre presenti nel territorio marchigiano e divertirsi in salti elettrizzanti. Altra interessante variante della speleologia è infine quella urbana, nata in anni recenti, che ripercorre attraverso tecniche speleologiche le antiche cavità antropiche (create dall’uomo): acquedotti, condotte e miniere dimenticate, anfratti colmi di suggestione e mistero. Il Gruppo Speleologico di Urbino, infatti, sta portando avanti un progetto di esplorazione, rilevazione e censimento topografico dei numerosi cunicoli che si sviluppano nel sottosuolo della città, progetto che ha già portato ad interessanti scoperte ed al rinvenimento di epigrafi scolpite nell’arenaria 500 anni fa.

E molte ancora saranno le scoperte che verranno, grazie alla curiosità e all’opera entusiasta degli appassionati di speleologia, sempre pronti ad inabissarsi in umide grotte e in passaggi segreti, per percepire il battito del proprio cuore emozionato nella profonda oscurità sotterranea.

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